Note sui diritti acquisiti

I diritti, quelli veri, quelli importanti, sono “universali” ovvero ce li hanno per davvero tutti, o quasi, coloro a cui spetterebbero. Se il diritto lo hanno solo alcuni, probabilmente si tratta di un privilegio, o almeno di una ingiustizia nei confronti dei non-habens.
La protezione dell’articolo 18 ricade senz’altro nella seconda categoria.
La giustizia è una bella parola, ma bisogna stare attenti ad applicarla in modo coerente e completo. Certo, può sembrare giusto che il lavoratore (parte debole) debba essere protetto dall’azienda (parte forte).
Ma se questo contribuisce fortemente ad un clima in cui le aziende sono terrorizzate nel vedere un costo sostanzialmente variabile (lavoro) trasformarsi in un costo fisso, allora si crea una ingiustizia più grande. L’ingiustizia della mancanza di posto di lavoro. Per capire come si manifesti l’ingiustizia dobbiamo vedere l’Italia non in isolamento, ma in competizione con il resto del mondo. Primo, le aziende italiane possono creare lavoro altrove sia più conveniente, anche sobbarcandosi notevoli disagi logistici. Secondo, le aziende straniere, anziché investire in Italia, se ne vanno.

Quando si capisce che siamo all’interno di un sistema competitivo internazionale diventa ovvio che rendere competitiva la creazione di posti di lavoro in Italia è una priorità assoluta. Incatenare chi può investire non sembra una buona idea.
Cosa fare a tale riguardo è relativamente chiaro. Farlo è difficilissimo. Farlo bene ancor di più e farlo bene e in fretta è uno sforzo erculeo.

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Il bene dell’Italia prima di tutto: dobbiamo ricominciare da capo

“Abbiamo vinto, ma abbiamo perso”. Tutti noi che abbiamo votato Centro Sinistra sentiamo l’amaro sapore della sconfitta e della beffa, inutile nasconderlo. E quella strana sensazione alla bocca dello stomaco? Si chiama vomito. Hai vomitato? Bene, bene a volte fa bene… ed ora…

COSA FARE / PERCHÈ (in corsivo):

ricominciare da capo per il bene dell’Italia

  1. Evitare un governo di qualsiasi tipo con il Centro Destra, cadesse il mondo / sarebbe immondo, non durerebbe e serve un governo forte per l’intera legislatura. Un accordo con il centro destra confermerebbe la posizione di Grillo, l’invasato (vedi foto, AGP) Imageotterrebbe la maggioranza assoluta alle prossime elezioni (e anche giustamemente direi , se il PD si alleasse con Berlusconi). 
  2. Resistere alla tentazione di formare un governo minoritario, ed in particolare di effettuare una campagna acquisti nel Movimento 5 Stelle. Evitare persino di tentare di formare un governo con il M5S, appoggi a programma, robe strane. / Anche questo atteggiamento confermerebbe le tesi “spacca sistema” di Beppe Grillo oltre ad essere sbagliato, porterebbe all’impallinamento ed arrostimento del tordo… 
    da "facebook/giulatesta"

    da “facebook/giulatesta”


    Questa vignetta satirica “ma questo è stalking” da facebook/giulatesta del 3 Marzo, conferma il punto.

  3. Puntare immediatamente e senza alcuna esitazione a nuove elezioni, che dovranno produrre una maggioranza di governo stabile. La logica e’ ferrea, il parlamento e’ ingovernabile. Il governo Monti rimane in carica per evitare ulteriori scossoni. Formare un qualsivoglia altro governo verra’ percepito e ritorto contro il PD come nuova occupazione di potere. / I mercati e l’Italia possono sopportare alcuni mesi di incertezza se questo portera’ ad un forte governo e il governo Monti e’ stimato all’estero. Dubito che Monti accetterebbe, ma si puó tentare. Attenzione: i neoeletti parlamentari del PD hanno un conflitto di interesse a riguardo. L’Italia prima di tutto.
  4. I passi istituzionali sono obbligati a causa del semestre bianco (i.e. Napolitano non puó sciogliere le camere) / Questo Parlamento e’ zoppo e deve fare solo 2 cose e farle bene: eleggere il presidente della Repubblica (che si impegna a sciogliere le camere appena eletto/a), generare ed approvare una legge elettorale che GARANTISCA la governabilita’ a chi prende la maggioranza relativa dei voti. Una generica proposta di legge elettorale e’ in allegato. Come ai processi in America; “Ogni altro tentativo di collaborazione con l’invasato o col Giaguaro verra’ ritorto contro di voi”.
  5. Chi prendera’ la maggioranza relativa governera’, sia il Centro Destra, il M5S, o il Centro Sinistra. Ció è giusto e democratico.A riguardo, faccio una proposta shock. Se questo parlamento non riuscisse ad approvare una nuova legge elettorale, i nuovi candidati (partendo dal fondo della lista) del Centro Sinistra si devono impegnare a rinunciare al seggio, in modo da permettere ad un’altra coalizione che vincesse numericamente ma non avesse i parlamentari per governare di avere la maggioranza assoluta. / Questo e’ un atto di abnegazione unilaterale e necessario per il bene dell’Italia. E’ meglio un cattivo governo che un non governo. PS: chiunque si opponesse alla riforma elettorale deve essere chiaramente additato come “distruttore dell’Italia”. 
  6. Il PD e’ l’unica vera, realistica speranza per l’Italia (e con essa l’Europa): il Centro Destra e’ il nulla e il Grillismo e’ regressivo. Dobbiamo ripensare la campagna elettorale. Serve un nuovo programma piú incisivo e soprattutto una capacitá mediatica molto piú scientifica ed aggressiva. Bisogna riconoscere ed adattarsi alla stratificazione culturale del paese, con un 75% della popolazione di fatto incapace di interpretare compiutamente un testo scritto ed abbruttita da quasi 20 anni di Berlusconismo. Da un lato spiegare cosa verrá fatto per gli italiani e dall’altro smontare brutalmente le idee regressive del Grillismo, quelle false del Berlusconismo e i candidati impresentabili (Berlusconi). I nostri avversari, sono di fatto un disastro per il bene del paese, ma sono dei maestri dell’uso dei media, non possiamo lasciarci massacrare. Fin da subito va formato un nuovo gruppo di azione mediatico, che gestisca anche il punto successivo. Non mi piace doverlo dire, ma la politica e’ anche spettacolo ed in Italia e’ dimostrato che lo spettacolo ha piu’ peso del contenuto. Uniamo contenuti, persone oneste e capaci con un bello spettacolo avvincente, per vincere. Forse non e’ un caso che la parola avvincente abbia “vincente” al suo interno. Inoltre ritengo che vi siano alcune proposte nel M5S (intransigente onestá), Rivoluzione Civile (confisca beni criminali, forte riduzione tempi giustizia), Monti e anche di Fare per fermare il declino che andrebbero esaminate ed incorporate, ma non come collaborazione, ma come svuotamento dei pochi contenuti di valore presenti altrove.
  7. Il partito deve avere la possibilita’ di ritornare alle primarie/ parlamentarie in quanto l’On. Bersani, al quale va tutta la mia stima – ed anche di piú – purtroppo non è riuscito ad incassare la vittoria. Sará difficile, perchè tutti abbiamo l’impressione che sia impossibile avvicinarsi all’entusiasmo popolare che Grillo con la sua vuota protesta e maestria mediatica ha saputo generare, ma è necessario. Ma vi rendete conto che sbeffeggiando la televisione è stato in televisione piú fortemente di tutti senza mai avere un contraddittorio con nessuno? Forse Bersani vincerá di nuovo le primarie e ricaricato vincerá le elezioni (“Gargamella la vendetta”, permettetemi), ma portare la stessa squadra automaticamente alle prossime elezioni sarebbe un suicidio. O cercare di evitare le elezioni (= un suicidio ritardato). Sará necessario uno sforzo organizzativo e programmatico senza precedenti, che soprattutto coinvolga la base, utilizzando gli strumenti della rete in modo simile al M5S (non credo assolutamente nella [finta o vera] democrazia diretta, ma moltissimo nella possibilitá di informarsi a fondo per scegliere i rappresentanti migliori). Ci sará piú tempo a disposizione questa volta, ma bisogna re-agire da subito, perchè ad Agosto si vota di nuovo e Berlusconi e Grillo portano l’Italia contro un muro.

SEMPLICE PROPOSTA DI LEGGE ELETTORALE (per tradizione, Simoncellum)

1) Si sommano i voti di camera e senato, Italia ed estero. La coalizione che ha la maggioranza ralativa ottiene il 60% dei seggi sia al senato che alla camera (40% basta a fare opposizione).

2) I collegi rimangono simili agli attuali, ma ritornano le preferenze. Oltre ai collegi locali, viene creata una lista candidati nazionali per ogni partito (che puo’ essere all’interno di una coalizione). Meccanismo di attribuzione dei seggi: in un primo passaggio si calcola la distribuzione percentuale proporzionale di seggi come se il premio di maggioranza non ci fosse. Per esempio: coalizione 1 40%, coalizione 2 35%, coalizione 3 25%. Il 40% dei parlamentari della coalizione vincente verranno dalle liste dei collegi (in ordine di preferenze espresse), il restante 20% arrivera’ dalla lista nazionale, in ordine di lista ed in proporzione ai voti dei singoli partiti di coalizione. Le due restanti coalizioni vedono il loro numero di parlamentari ridotto per un complessivo 20%. Siccome in questo esempio 20% / (35%+25%) = 1/3, i parlamentari della coalizione 2 saranno solo il 35% * 2/3 = 23.3% e per la coalizione 3 25%* 2/3= 16.7%. 

3) Le liste nazionali possono includere candidati in collegi locali ed in caso di loro elezione “locale” essi vengono defalcati dalla lista nazionale.

4) E’ necessario ovviamente creare un meccanismo iterativo per il computo dei parlamentari da assegnare ad ogni collegio, perche’ esso dipende dalla percentuale ottenuta dalla coalizione vincente. Infatti se la coalizione vincente prendesse piu’ del 60% dei voti, la lista nazionale sarebbe inutile. Piu’ la percentuale della coalizione vincente e’ bassa e meno parlamentari verranno eletti nelle circoscrizioni locali.
5) Il voto all’estero viene mantenuto.

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Ho visto cose in questa campagna che voi umani non potete neanche immaginare

A cosa sto pensando? Uei, dopo una settimana in Italia mi è venuta paura, veramente, ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare:

ho visto uno zombie fare (di nuovo) un uso truffaldino ma micidiale delle sparate elettorali, per esempio con un diretto uso corruttore di un rimborso di tasse passate. Ma i suoi avversari, invece di inchiodarlo alla croce, si sono messi a discutere della copertura finanziaria, dando così credibilità alla sparata. Mi limito a dire che se lo zombie vincesse, ripeterebbe l’inerzia che ha dimostrato in 10 anni di governo, la seconda più lunga dopo il duce, che porterebbe via dalle tasche molto ma molto più dell’IMU restituita.

Ho visto un’accozzaglia chiamata rivoluzione civile il cui unico effetto pratico possibile sarà far vincere lo zombie.

Ho visto un burattino vestito malissimo, con idee liberali che a volte hanno anche senso, inventarsi lauree come fossero bruscolini.

Ho visto un comico che crede di essere un nuovo Gesù Cristo, aizzare la rabbia degli italiani, e portare un milione in piazza, per raccontare loro ancora una volta che la colpa non è loro, ma è dei politici. Ma ho anche visto un altro comico a San Remo dirlo chiaro e tondo, se i capi falliscono e’ anche colpa di chi li ha scelti e non li ha controllati (noi cittadini). Un movimento basato completamente sullo stomaco e non sul cervello, con un programma antimoderno, anarchico, pericoloso. La democrazia diretta e’ una follia, forse anche peggio del comunismo. Ho sentito Grillo stesso dirlo (alla televisione inglese) che i suoi elettori sono gli stessi che in Ungheria votano i neonazi, in Francia le pen, in Grecia Alba dorata. E in fatti il messaggio di Grillo e’ lo stesso che portava Benito Mussolini, voi italiani siete arrabbiati, esigete un cambiamento, noi siamo diversi e spazzeremo via tutto. Votare costui darà una soddisfazione molto breve alla coscienza, e una rovina prolungata per il paese e forse per l’Europa. Adesso il movimento 5 stelle usa l’ironia, ma il potere corrompe. Quando si cominciera’ a capire che non combinano niente (e non possono vista le idee di decrescita e economia dei birilli che portano avanti, e ho letto il programma…) diventeranno feroci, attenzione. Una somma di egoismi non è un paese. No tav, no inceneritori, no politici, no crescita…. Certe istanze sono giuste, in effetti sono riuscito a trovare buone idee in quasi ogni partito.

ho sentito parlare pochissimo di Europa, mentre possiamo vincere solo dentro un Europa vincente

Io spero solo che il popolo italiano dimostri tanta ma tanta saggezza, che doti il paese di una maggioranza di governo seria e duratura, perché abbiamo bisogno di governo e non di anarchia, di crescita e non di decrescita, di partecipazione e non di protesta fine a se stessa.

Se l’Italia andrà nella direzione giusta (un solido governo di centro sinistra) sposterà anche l’ago della bilancia a livello europeo smorzando il rigor mortis che soffia dalla Germania.

Se invece l’Italia va allo stallo e alla mancanza di governo stabile saranno cavoli amari.

Comunque, i movimenti di rottura, di rivoluzione, come il fascismo, godono nell’aumento del caos perché così prendono ancora più voti…. E non sono costretti a governare. E i linguaggio e il modo di comportarsi di questo comico sono molto simili in certi versi a Benito (i bagni di folla, l’atteggiamento messianico, il culto del superuomo – i.e. attraversare lo stretto a nuoto- il rapporto diretto col leader, la marcia su Roma….)

Io incrocio le dita….

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ho cambiato idea: oggi invece voto Grillo

ieri volevo votare Berlusconi, ma rileggendo il blog, ci ho proprio ripensato… fuori moda… vecchio… raggrinzito… anzi imbalsamato…

Invece Grillo no, è attuale, all’ultimissima moda, fresco, aitante, e poi ha anche attraversato lo stretto di Messina a nuoto. E quei capelli che ha, che invidia. Uno che fa una cosa cosí chissá di quali altre imprese è capace. Grillo ha carisma, energia ed è un ottimo comico, trascina le folle. Ovviamente non c’è alcun legame dimostrabile tra queste cose e saper governare o proporre idee di governo efficaci, ma intanto mi lascio influenzare anch’io.

Per rinforzare la mia opinione ho studiato un po’ il materiale di Grillo e del movimento 5 stelle. In particolare è utile riferirsi al programma. Un programma che è una lista dettagliata di proposte divise in aree tematiche, tra cui “stato e cittadini”, “energia” ed “economia”. Manca completamente un filo conduttore, una traccia logica, una spiegazione del perché e del percome certe proposte vengono fatte.

Alcune proposte sono ottime, per esempio “obbligo dell’insegnamento dell’inglese fin dall’asilo per tutti”. Sicuramente aiuterá le nuove generazioni ed il paese nel suo complesso. Ma se prendo l’intero programma “istruzione” manca di obiettivi e di struttura logica. Che cosa si vuole ottenere da questa disparata lista di obiettivi? Boh?

Altre proposte sono agghiaccianti. Per esempio: portare lo stipendio dei parlamentari in linea con la MEDIA degli stipendi nazionali. Questa è una proposta che potrá aver successo con tante persone stufe (o rese stufe dalla attuale prevalente moda di sparare sulle istituzioni sempre e comunque) della “politica”. Avere un parlamento che paga 2000Euro (magari!) al mese ai sui membri equivale a trasformarlo in un “bivacco” di mussoliniana memoria. In Italia ci sono 60milioni di persone, di cui forse 30 lavorano. In parlamento ci sono 1000 persone. Quindi ci sono 30,000 persone che lavorano per ogni parlamentare. In teoria dovremmo eleggere in parlamento le migliori menti e le persone piú capaci dell’intero popolo (se vogliamo un futuro migliore), il migliore 0.0033%. Il meglio del meglio. Come posso portare qualcuno di capace in parlamento se pago nella media nazionale? Ci saranno solo persone medie, o fanatici, e comunque facilmente corruttibili. Il meglio deve essere retribuito. Fare proposte simili significa completamente delegittimare lo strumento parlamentare. E’ una proposta di stampo fascista, infatti nei commenti online si sentono (di nuovo) toni da “marcia su Roma” (dopo Mussolini, Bossi ed ora Grillo).

Il movimento 5 stelle infatti si basa sulla delegittimazione degli strumenti di democrazia rappresentativa, per favorire nuovi strumenti di democrazia diretta basati sulla “rete”, su internet. Ci ho pensato un po’ su. La democrazia diretta via internet è semplicemente l’inferno. La partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica e’ una cosa buona e giusta, (e se Grillo avvicina i cittadini alla partecipazione – e non alla “caciara” – fa del bene), ma la democrazia diretta è il caos. Prima di tutto, tutti noi esseri umani siamo molto facilmente influenzabili, soprattutto da eventi emotivi recenti e recentissimi, reagiamo eccessivamente prima da un lato e poi altrettanto in eccesso dall’altro lato, siamo facilmente influenzati da aspetti -anche inconsci- emotivi e non razionali. Quindi democrazia diretta significa avere continue decisioni impulsive, di micro-management, ad alta volatilitá.

La democrazia diretta è una fibrillazione, di continuo infuocata dai media, dove chi tocca le corde del cuore e delle viscera vince. La frequenza della democrazia diretta è troppo elevata. I problemi veri richiedono una determinata e stabile azione legislativa e di governo dettata da chiari principi ispiratori, portata avanti per anni, regolarmente calibrata con i cambiamenti della realtá e con una lettura razionale e a bassa frequenza della volontá popolare.

Poi c’è un problema particolarmente acuto (e anche spiacevole da tirar fuori, mi dispiace) con la democrazia diretta in Italia, ed è relativo all’agghiacciante mancanza di “competenze per la vita” dell’elettorato italiano. In un paese di persone molto preparate e molto razionali, con mezzi d’informazione pacati e dedicati all’informazione e non al gossip, un po’ di democrazia diretta potrebbe anche funzionare (ma questo paese NON ESISTE!) e l’Italia ne è proprio l’antitesi. L’OCSE compie delle statistiche sulle “competenze per la vita”. Sono test standard fatti in varie nazioni, il livello 1 equivale ad appena sopra l’analfabetismo, il livello 3 è quello ritenuto SUFFICIENTE per operare in una societá moderna. Un livello che permette un’elevato livello di comprensione di testi e concetti astratti. Mi sembra logico che dotare di democrazia diretta un individuo che NON è in grado di interpretare il vero senso di un testo scritto, significa l’apoteosi del populismo, dará al meglio temporaneo sfogo alle calure di alcuni elettori, e nella miglior ipotesi non cambierá nulla. Ma veniamo ai risultati. L’Italia ha risultati veramente inquietanti. Solamente il 20% della popolazione raggiunge il livello 3. Negli Stati Uniti che normalmente non consideriamo l’apice della preparazione e cultura, la cifra è il 50%!! La Norvegia, all’apice, raggiunge il 75%. È un dato spiacevole, antipatico, ma è purtroppo vero (riferirsi a Regole, di Roger Abravanel per maggiori dettagli). Da notare che l’esercizio della democrazia diretta in California ha portato al quasi affossamento dello stato, con continue leggi popolari, molte discutibili, e spesso incoerenti tra loro.

Invece di democrazia diretta, sarebbe meglio cambiare il sistema educativo per colmare questo enorme divario. Non si puó produrre ricchezza (e quindi benessere) se la popolazione non è sufficientemente preparata. Ma questo a Grillo non interessa! Infatti ho capito che il concetto di “crescita” economica come motore fondamentale del “progresso” umano non viene apprezzato da Grillo (diciamolo in moneta corrente, crescita economica vuol dire che si trova lavoro piú facilmente, gli impieghi disponibili sono meglio pagati e si instaura un meccanismo di ottimismo prevalente, come negli anni ’50 e ’60). Nossignore, Grillo si rifá ad un filone di pensiero detto “decrescita” che è francamente bizzarro. La teoria della decrescita è il classico esempio di teoria Tafazzi, sí proprio quello che si dava le martellate. La decrescita porta depressione ed infelicitá generalizzata. È quello che accade in Italia in ancora piccole dosi da 15 anni. È dimostrato ampiamente che il principale fattore (ma non unico) nella determinazione dello stato di soddisfazione dei popoli è la crescita economica. Questo non vuol dire che una particolare persona possa essere piú felice da povera che da ricca, ma la realtá (ovvia, super-ovvia) è che per la maggioranza della razza umana piú povero = piú infelice. Questo non vuole assolutamente dire che dobbiamo essere materialisti e sprecare risorse. Ma da qui a perseguire la decrescita c’è molta molta strada.

Forse una logica della decrescita puó avere notevole seguito in Italia proprio perché c’è un basso livello di “competenze per la vita”, o forse perché va bene qualsiasi cosa basta che sia diversa. Oppure alcuni elettori sanno bene che “tanta caciara” = “non cambiare nulla”.

Anche con queste considerazioni sono comunque intenzionato a votare Grillo: il programma fa ridere, la democrazia diretta è un caos, la decrescita è un dramma e non un valore, ma c’è una ultima considerazione che supera ogni mio dubbio:

Grillo è un comico e quindi è garantito che produrrá un governo da ridere.

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Perche’ oggi io voto Berlusconi

Perché ha tanto coraggio ed affronta da solo i suoi avversari inferociti. Perché è rinato quando era dato per spacciato. Perché ha la faccia più tosta di tutto il pianeta.

Perché è un uomo del destino, uno di quelli che cambia la storia. Come l’ha cambiata un altro uomo del destino, Mussolini. Con coerenza Berlusconi ha espresso apprezzamento per l’operato del Duce, ed anche per quello di un altro unto dal Signore: Putin.

Lo voto perché il suo ingresso nella vita pubblica italiana ha avuto un effetto irripetibile e devastante, dal punto di vista morale, del costume e della politica.

Perché è un maestro della comunicazione e sa interpretare gli istinti degli italiani.

Perché è talmente stimato all’estero che perfino i leader della sua stessa parte politica si prendono pubblicamente gioco di lui.

Perché ha governato talmente bene che gli altri leader europei lo hanno di fatto estromesso, sul presupposto che se l’Italia affonda, si porta dietro tutto il continente.

Perché noi italiani all’estero abbiamo l’opportunitá di dire: “io non sono come lui”.

Perché rispetta le donne. Perché ha ingannato tanti italiani per bene.

Perché il suo operato di governo è stata una totale disfatta, una stagnazione micidiale mentre gli altri paesi compivano necessarie riforme.

Perché ha reso famose nuove parole, come il BungaBunga.

Perché se gli italiani non avessero messo al potere per 20 anni Mussolini e per altri sostanziali 20 Berlusconi oggi avremmo una societá piú ricca, felice, prospera e giusta.

Perché quando devo spiegare la differenza tra bene e male, mi facilita il compito. Sebbene io non abbia una concezione manichea della vita, l’unico aspetto positivo che riesco a trovare è che è veramente bravo a raccontare barzellette e sarebbe anche simpatico, se ci si potesse scordare del resto.

Ah certo, perché ha assunto il potere manipolando l’opinione pubblica utilizzando i propri (ed altrui) mezzi di comunicazione, uno sfregio terribile alla democrazia, che non dobbiamo mai scordarci.

Perché rappresenta il trionfo dell’apparenza e della comunicazione sulle idee e sulla sostanza. Perché ingigantisce e sfrutta scientificamente il naturale istinto umano a farci guidare dalle nostre emozioni, istinti ed impressioni superficiali.

Perché chi prospera di mercato nero o grigio e della altre sezioni di “magia nera” del capitalismo avrá vita piú facile.

Perché fará i condoni, ma non le riforme.

Perché ha qualcosa sulla testa che io non riesco a capire cosa sia e che ha solo lui. Ma sono capelli o cosa? Perché cosa sará la satira senza di lui?

Ma soprattutto io voto convintamente per Berlusconi, perché se vince lui e va al governo, o anche solo si crea una situazione di stallo, l’Italia precipiterá e si porterá dietro il resto dell’Europa. Non a molti riescono tali imprese eroiche da uomo del destino.

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Ci credo, lei rimborsera’ l’IMU agli italiani

On. Berlusconi io le credo: lei la rimborserebbe sul serio l’IMU se ritornasse al governo. Che bella parte da uomo di parola. Ma quello che rende dovrà prendere altrove, una mera partita di giro.

O forse no? Forse, come lei sicuramente risponderebbe, i fondi verrebbero dall’aumento di efficenza della macchina pubblica. Peccato che in circa 20 anni di potere lei non abbia mai dimostrato di aumentare l’efficienza di alcunché. E quindi è così, una bella partita di giro.

Invece no, nemmeno questo è vero. Per rendere il maltolto dell’IMU, servono milioni di buste, francobolli, calcoli, attenzione, leggi e milioni di ore di lavoro di preziosi dipendenti pubblici. Idem per recuperare i soldi altrove. Risorse doppie che verrebbero sottratte a pensioni, ricerca, istruzione, supporto alle imprese e alle famiglie. Risorse destinate al nulla. Bravo, un esempio da manuale di politica demagogica: apparire in gamba e bruciare le risorse e le speranze dell’Italia.

C’è un ultimo aspetto da notare. Questa trovata goliardica dimostra al meglio la sua concezione di politica, basata sulla distribuzione di favori da parte del potente, del grande uomo, in cambio del voto. Panem et circenses. Questa devastante concezione della politica, purtroppo non solo sua, ha trasformato la democrazia in una somma di interessi particolari che danneggiano l’interesse di tutti. Questa declinazione della democrazia la mette in pericolo, perché molti cominciano a dubitare che essa sia la miglior forma di governo. Forse è meglio concentrarsi sulla democrazia dell’interesse comune, partendo dalle egoistiche ma legittime esigenze particolari, ma per andare oltre.

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left? right? up!

Political landscape is still dominated by the left and right scheme, which sticks thanks to its amazing simplicity.
But this description of the world is partially outdated (which is not a problem), unproductive and a mental barrier to the innovation that is desperately needed. We are collectively stuck into a routine that makes sense no more.

It’s time to MOVE UP! “Towards Up” could be the name of a new political vision that finally obsoletes the left/right divide.

 

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