Ma c’e’ la crisi? Sfortunatamente no!

Sono decenni che si sente la parola crisi. Un mantra: invece di “ommm”, noi abbiamo “crisi”. Magari ce l’avessimo. La crisi e’ un evento drammatico, eccezionale, limitato nel tempo. La situazione in Italia in particolare e nell’occidente in generale non ha tali caratteristiche. Non sembra terminare mai, anzi peggiora, con brevi intervalli e’ diventata la normalita’ ed in fondo non e’ nemmeno drammatica. Drammatici sono gli Tsunami, le centrali nucleari che esplodono come petardi. La parola corretta, ma spaventosa che dobbiamo cominciare ad usare e’ declino. E dobbiamo usarla perche’ il primo passo per risolvere un problema e’ riconoscerlo, accettarne l’esistenza, comprenderlo, studiarlo. Poi si puo’ decidere di convivere con il problema (un declino progressivo piu’ o meno dolce) oppure si puo’ decidere di fotterlo, ups scusate, risolverlo, addirittura di rivoltarlo come un calzino. Noi siamo ancora alla fase della negazione. In pratica, specialmente in Italia la strategia di fatto e’ quella della accettazione del declino, cercando con qualche espediente che non diventi disastroso. Nel resto dell’occidente la situazione e’ simile, spesso migliore, ma il problema di fondo e’ lo stesso. I paesi occidentali dopo una fase di straordinario sviluppo sono entrati in una fase di relativo declino. Capire…quindi… perche’??
E pero’! Mica posso scrivere tutto oggi?

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